Il 14 luglio, al Parlamento europeo di Bruxelles, Diplomatia ha partecipato e sostenuto “Artificial Intelligence for Accessibility: From Innovation to European Standard”, un confronto dedicato a una domanda che riguarda il futuro delle nostre democrazie: come fare in modo che l’Intelligenza Artificiale ampli diritti, accesso e partecipazione, senza lasciare indietro nessuno?
La giornata ha riunito istituzioni europee, ricerca, sanità, imprese, professioni e società civile attorno a un principio condiviso: la tecnologia non può essere pensata soltanto per le persone, deve essere progettata con le persone. Accessibilità, cura, inclusione: tre parole che hanno attraversato ogni sessione e che chiedono all’Europa di trasformare l’innovazione in un bene realmente comune.
Un dialogo plurale, per passare dalle intenzioni alle condizioni concrete
Gli interventi istituzionali degli europarlamentari Pietro Fiocchi, Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento europeo, Chiara Gemma e Francesco Torselli, insieme ai contributi di Alessandro Chiocchetti, Segretario Generale del Parlamento europeo, Alberto La Bella della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea e Alejandro Moledo dell’European Disability Forum, hanno dato al confronto una chiara prospettiva europea.
Il videomessaggio del Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, ha introdotto la riflessione sul rapporto tra salute, welfare, accessibilità e responsabilità pubblica. Il messaggio istituzionale dell’Ambasciatore Giovanni Castellaneta, Presidente di Diplomatia, ha richiamato il valore della cooperazione internazionale e della diplomazia della conoscenza per accompagnare l’innovazione con responsabilità, inclusione e fiducia.
Dalla lingua dei segni agli avatar conversazionali, dalla traduzione e dal linguaggio chiaro fino alla medicina di precisione, alla genomica e alla governance dei dati: il confronto ha riunito competenze complementari e prospettive capaci di riportare l’AI sui bisogni reali delle persone.
Sono intervenuti Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, Angelo Raffaele Cagnazzo, rappresentante dell’Ente Nazionale Sordi, Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT, Gianmarco Biagi, Presidente di AICIM e di 7P9 Industrial Holding Company, Valter Mavrič, Direttore Generale della Direzione Traduzione e Linguaggio chiaro del Parlamento europeo, Antonio Novelli, Direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Professore presso UniCamillus, Sergio Daga, ricercatore genetista del Bambino Gesù, Salvatore Corrao, Professore ordinario di Medicina Interna dell’Università di Palermo, Stefano Crisci, avvocato cassazionista, Professore di Diritto dell’Intelligenza Artificiale alla Sapienza Università di Roma e membro del Consiglio Direttivo di Diplomatia, ed Elvira Tarsitano, Presidente dell’Ordine dei Biologi di Puglia e Basilicata e componente del Comitato Centrale della FNOB.
Voci diverse, unite da una stessa responsabilità: fare in modo che l’AI sia affidabile, comprensibile e utile, fin dalla progettazione.
Il ruolo e la presenza di Diplomatia
L’iniziativa è stata promossa e organizzata dal socio Pietro Napolitano, fondatore della Health Policy Commission. Carola Salvato, Vicepresidente di Diplomatia, ha coordinato i lavori dell’intera giornata, accompagnando il dialogo tra competenze diverse con una domanda guida: può l’Intelligenza Artificiale diventare uno standard europeo per l’accessibilità, l’inclusione e una sanità più vicina alla persona?
A portare inoltre il contributo di Diplomatia è intervenuto anche Stefano Crisci, membro del Consiglio Direttivo e tra i protagonisti della seconda sessione dedicata alla governance dell’Intelligenza Artificiale, all’etica e alla tutela dei diritti fondamentali.
Significativa la presenza di Intesa Sanpaolo, socio di Diplomatia, rappresentata da Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, che ha evidenziato come una banca sistemica possa generare valore ben oltre la dimensione finanziaria, investendo in educazione, competenze, innovazione e sviluppo degli ecosistemi, per rendere l’Intelligenza Artificiale una leva concreta di inclusione e crescita condivisa per l’intera società.
Dal confronto non è emersa una formula semplice, ma una direzione precisa. L’accessibilità non può arrivare alla fine del processo come un adattamento: deve diventare un criterio di progettazione. Servono evidenze, competenze, investimenti, regole chiare e una partecipazione autentica delle comunità coinvolte. Solo così l’innovazione potrà generare fiducia e valore pubblico.
Per Diplomatia, questo appuntamento conferma il senso del proprio impegno come piattaforma indipendente di relazioni internazionali: mettere in connessione diplomazia, istituzioni, ricerca, imprese e società civile per affrontare le trasformazioni globali con responsabilità e visione. Il confronto di Bruxelles è un punto di partenza. Il lavoro ora è tradurre il dialogo in alleanze, sperimentazioni e standard condivisi..
Perché il vero progresso non si misura soltanto da ciò che la tecnologia rende possibile, ma da quante persone riesce realmente a includere.