Il tradizionale evento che Diplomatia organizza insieme all’Ambasciata del Paese che detiene la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea e a quella del Paese che le succederà, si è svolto lo scorso 16 marzo presso il Circolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha gentilmente ospitato l’incontro.
Accanto all’Ambasciatore della Repubblica di Cipro, Yiorgos Christofides, e all’Ambasciatrice d’Irlanda, Elizabeth McCullough, il panel è stato arricchito dalla Consigliera Hanna Pappalardo, Capo del Dipartimento per le Relazioni Esterne dell’UE presso la Direzione Generale per l’Europa e la Politica Commerciale Internazionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), e dalla Dott.ssa Maria Giulia Amadio Viceré, Professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli. Il dibattito è stato moderato da Teodoro Synghellakis, giornalista e corrispondente per Alpha TV, Athens News Agency e Deutsche Welle.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Christofides, in qualità di rappresentante del Paese che detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea, ha sottolineato come tra le priorità principali della Presidenza cipriota rientri anche il tema dell’allargamento. L’Ambasciatore ha ribadito l’impegno della Presidenza cipriota a sostenere progressi concreti nel processo di allargamento secondo un approccio basato sul merito, ricordando i risultati positivi già registrati.
Il tema illustrato dagli Ambasciatori ha riguardato l’allargamento dell’Unione Europea e, più in particolare, i Paesi candidati dei Balcani occidentali, in primis Albania e Montenegro, considerati i più vicini all’adesione in termini temporali. Altri Paesi candidati ancora stanno lavorando per soddisfare i requisiti essenziali per l’adesione. Tra questi, Ucraina e Moldova, per i quali sono stati avviati percorsi accelerati.
L’allargamento è stato individuato dagli Ambasciatori come una delle strategie più efficaci dell’Unione Europea. Attraverso il principio della condizionalità, il processo accompagna i Paesi candidati verso l’adozione dell’acquis comunitario e li integra in un quadro europeo che, come sottolineato dalla rappresentante del MAECI, non è soltanto economico ma anche culturale e politico. Si tratta di un modello al quale guardano con interesse anche Paesi non candidati, come Islanda e Norvegia, dove si prospetta la possibilità di indire referendum popolari sull’eventuale adesione.
La regola dell’unanimità, insieme alla parziale divergenza di alcuni Stati membri rispetto al consenso politico e valoriale generale, determina talvolta tempi decisionali percepiti come troppo lenti, soprattutto in un’epoca come quella attuale, caratterizzata da grande rapidità. Tuttavia, grazie all’intenso lavoro svolto nelle istituzioni europee e alle negoziazioni talvolta necessarie, l’unanimità ha consentito, e continua a consentire, l’adozione di decisioni importanti e ampiamente condivise.
L’evento ha suscitato grande interesse tra il numeroso pubblico e, come di consueto, si è concluso con un momento di networking.
Mario Boffo
Photo by Fabrizio Latini