Covid 19 - riflessioni, previsioni e conseguenze economiche

 

06 aprile 2020 - Webinar

 

Recensione di Stefano Crisci

 

Superata la fase inziale dello sconcerto e gli indispensabili tempi di riorganizzazione abbiamo fortemente voluto proseguire con la nostra attività e nel giro di poco tempo  siamo riusciti ad organizzare il primo incontro virtuale all’indomani della crisi pandemica ancora, purtroppo, drammaticamente in atto nella tristemente più democratica delle crisi. 

 

Il titolo del convegno webinar,  Covid 19 – riflessioni, previsioni e conseguenze economiche  ha avuto l’obiettivo di fare il punto sul Covid-19 e sulle conseguenze a livello macroeconomico. Ne è uscito molto, ma molto di più.

Relatori grandi professori economisti del calibro di Carlo Cottarelli ed Enrico Giovannini, la scienziata Barbara Ensoli dell’ISS, Lorenzo Alfieri, JP Morgan, l’imprenditore campano Paolo Scudieri ed altri, soci di Diplomatia,  tutti magistralmente condotti dal coordinatore Pietro Napolitano.

 

Dopo l’introduzione del Presidente, Ambasciatore Giovanni Castellaneta  e dopo aver delineato un lucido quadro della situazione attuale, esaminato i vari possibili scenari ed interventi finanziari, e sottolineato che, la Commissione Europea e la BCE hanno fatto e stanno facendo quanto in loro potere per creare quel necessario cuscinetto indispensabile a non “pietrificare” interi paesi, i relatori hanno esaminato le tematiche che si agitano sui tavoli in questi giorni di lavoro febbrile. Ciò disquisendo a lungo in merito ai vari coronabond, Eurobond, helicopter money, Mes a condizioni più o meno light.

 

Ma la cosa più importante che è emersa dal convegno – indipendentemente da come si risolverà definitivamente la questione degli aiuti – è il necessario cambio di prospettiva, quale strumento indispensabile per una ripartenza.

 

Questa pandemia infatti, non è un “cigno nero”, come è stato acutamente osservato da Giovannini. Essa era sicuramente prevedibile, perché effetto del nostro modo di vivere uno sfrenato consumismo che – a causa della globalizzazione – ci ha portato molto vicino al limite della non sostenibilità. Oltre alla precisione in merito agli strumenti finanziari di cui sopra, è stata molto interessante la lucida analisi socio economica, che ci deve far riflettere hic et hinde. Credo che non avremo altre occasioni di stabilire delle regole etiche che valgano ora e per i posteri.

 

Questa crisi ha colpito, ha detto Giovannini, tre dei quattro capitali che abbiamo a disposizione: il capitale economico, quello umano e quello sociale. È solo un caso che non sia stata causata da un disastro ambientale (quarto capitale a nostra disposizione), ma certamente con la interconnessione esistente fra tutti i fattori, non sarà possibile sfuggire a travolgimenti interplanetari per ogni errore umano contro questa terra che ci è stata data in custodia. Quindi, sottolinea il professor Giovannini “per poter uscire dalla crisi ci vorrà un cambiamento radicale, non solo ricorrendo al capitale economico, ma anche a quello umano, sociale e naturale”.

 

Sono state forgiate parole come “vulnerabilità” e “resilienza trasformativa” per rimbalzare avanti, riclassificare. Occorreranno quindi politiche per proteggere, promuovere, prevenire, preparare, trasformare. Non si può semplicemente tornare al prima perché nulla sarà mai più come prima. I prossimi decreti “cura Italia” dovranno preparare un salto in avanti. Per questo Giovannini teorizza molto efficacemente, una “Unità Di Resilienza Trasformativa”, accanto all’Unità di crisi. Impiegare cioè tutte le risorse disponibili alla trasformazione, preparazione, prevenzione, protezione di cui si parlava. È chiaro che per far ciò devono cambiare a livello nazionale tutti i paradigmi. È necessario modificare la PA, eliminare la burocrazia, il sistema di tassazione, di distribuzione del reddito e tanto altro. A livello europeo si necessita di un impegno comune per ricostituire i capitali distrutti dal Coronavirus e di una finanza sostenibile ancora più attenta a tutti i temi trattati.

 

Il Prof. Cottarelli ha posto l’accento in particolare, sui doveri dello Stato, sia  nella prima fase – quella che stiamo vivendo – che sulla successiva, quando, auspicabilmente tutto sarà finito e si troverà un vaccino.

 

Nel mentre il contagio divampa e il regime di chiusura forzata  lo Stato ha il compito di fare in modo che nessuno (imprese, esercizi commerciali, persone fisiche) soffra troppo, intervenendo con una integrazione sul reddito e/o facendo in modo che vi sia  sufficiente liquidità per pagare i lavoratori ed  evitare il fallimento. Nella seconda fase, è necessario far sì che ci sia abbastanza domanda, perché per produrre ci deve essere chi consuma. Diverse sono le soluzioni. In primis quella di trasferire soldi alle famiglie perché li spendano, ma si corre il rischio che in presenza di una situazione difficile si tenda a risparmiare piuttosto che a spendere. L’alternativa è che sia lo Stato a spendere direttamente con investimenti pubblici, riaprendo i cantieri e soprattutto snellendo la burocrazia.  Ha poi analizzato, con dovizia di particolari e la ben nota competenza, le varie fonti di finanziamento accessibili, dalla BCE agli Eurobond al Mes

 

Si sono avvicendati, rispettando rigorosamente i tempi loro concessi, altri illustrissimi relatori quali il Dott. Lorenzo Alfieri della JP Morgan, Paolo Scudieri Presidente del Gruppo Adler, la multinazionale con 70 stabilimenti sparsi in 30 paesi nel mondo, che hanno rilevato come, Governi, Fisco, Fed e BCE siano intervenuti tempestivamente per evitare il peggio ripristinando la liquidità nei mercati; che vi potranno essere correzioni fortissime e che se tutto va bene solo tra il quarto trimestre 2020 e il primo del 2021 vi sarà qualche recupero. I settori vincenti dovrebbero essere quelli delle tecnologie, telecomunicazioni, software, analisi big data, biotecnologie, health care, automotive e sarà necessario fare uno sforzo per trasmettere al mondo le regole europee a protezione dell’uomo da usi e costumi che non considerano fondamentale la sua protezione. In questo senso siamo come un vaso di coccio tra oriente e occidente e non dobbiamo considerarlo un fattore di debolezza. L’Italia e l’Europa hanno oggi l’opportunità di risorgere e i mercati sanno apprezzare gli uomini, i mezzi, la cultura e fattori sociali.

 

Da ciò discende che – come ho avuto modo di ripetere in ogni mio intervento a favore dell’IA, dell’Etica e dell’Algoretica – questo è il momento di dare un colpo di reni e iniziare la ricostruzione con un incredibile rimbalzo verso il futuro, con l’ottica di chi vede lontano e fa tutto ciò che è in suo potere per prevenire, conservare, curare, preservare e proteggere, per avere un mondo evoluto una volta per tutte, eliminando le guerre, le inutili egemonie e cercare di ottenere sempre le migliori regole ambientali e di mercato, al fine di tutelare il bene principale, quello dell’utilizzatore finale: l’uomo.

 

Dopo gli interventi dei relatori si è data voce ad alcuni soci come la Copag, rappresentata da Antonio Pangallo, Codisan, nella persona di Roberto Monteforte, e Sergio Miele esponente di ICBC Europe (Industrial and Commercial Bank of China ) che rapidamente hanno esposto i rispettivi punti vista sul tema, anche in relazione al proprio settore di attività.

 

Sono intervenuti

Lorenzo Alfieri 

Carlo Cottarelli     

Barbara Ensoli            

Enrico Giovannini            

Paolo Scudieri                   

 

Testimonianze di soci

Antonio Pangallo  

Roberto Monteforte     

Sergio Miele     

 

AD JP Morgan Asset Management per l'Italia

Economista

Scienziata ISS - Istituto Superiore di Sanità

Economista Portavoce AsVis

CEO  Gruppo Adler

 

 

Responsabile Relazioni Esterne e Affari Istituzionali Copag

CEO Codisan

Senior Business Development Consultant  ICBC Europe - Industrial and Commercial Bank of China

 
 
 

Intervento di Lorenzo Alfieri 

 

 

Intervento di Carlo Cottarelli

 

 

Intervento di Barbara Ensoli

 

 

Intervento di Enrico Giovannini

 

 

Intervento di Sergio Miele

 

 

Intervento di Roberto Monteforte

 

 

Intervento di Antonio Pangallo

 

 

Intervento di Paolo Scudieri 

 

 

Conclusioni

 

 

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